Movimento secondario
Movimento non guidato direttamente dall'intenzione del personaggio ma che ne discende: capelli che ondeggiano, un mantello che strascica, una sacca che rimbalza un attimo dopo che il corpo si è fermato.
È uno dei dodici princìpi dell'animazione Disney (Thomas e Johnston, The Illusion of Life, 1981). Il punto è che un personaggio non si muove mai in un unico blocco rigido: quando il busto si ferma, capelli, cappotto e tutto ciò che è libero proseguono ancora per una frazione di secondo. Senza questo effetto il movimento appare rigido e robotico.
Nei giochi di solito lo si calcola a runtime invece di animarlo a mano: spring bone, simulazione di tessuto, o un semplice ritardo con sovraelongazione su una trasformazione. Vivacità a basso costo, ma il segreto è lo smorzamento. Troppo poco e il risultato è spento; troppo e tutto oscilla come gelatina.