Bokeh
La forma estetica dei punti luce sfocati: i dischi luminosi che il diaframma di un obiettivo produce fuori dal piano di messa a fuoco.
La parola deriva dal giapponese boke (ボケ, «sfocatura») e ha acquisito la h intorno al 1997 grazie a una rivista fotografica inglese, per non rimare con «broke». In una fotocamera reale ogni punto luminoso fuori dal piano focale assume la forma del diaframma, un cerchio o un poligono, e più il diaframma è tondo, più morbido è il bokeh. I giochi imitano l'effetto per simulare un'ottica cinematografica.
La profondità di campo economica si limita a sfocare i pixel vicini (gather), ma così i caratteristici dischi scompaiono. Il bokeh DoF più costoso fa l'opposto: ogni pixel abbastanza luminoso viene proiettato (scatter) come uno sprite con la forma del diaframma, e un lampione sullo sfondo diventa un esagono luminoso proprio come in un obiettivo vero. Ha un aspetto costoso e costa di conseguenza.