Sampler
Uno strumento che riproduce suoni registrati invece di sintetizzarli: ogni tasto attiva una registrazione, trasposta alla nota giusta.
Il Fairlight CMI del 1979 fu il primo commerciale: australiano, e con un prezzo da casa. L'E-mu Emulator lo dimezzò nel 1981, e nel 1988 Roger Linn e Akai costruirono l'MPC60, un sampler con pad per la batteria e sequencer che per un decennio definì più o meno la produzione hip-hop. La memoria limitata faceva parte del suono: pochi secondi a 12 bit imponevano loop brevi e una risoluzione ruvida, che poi molti hanno imitato di proposito.
Il mestiere di base consiste nel distribuire i campioni su intervalli di tasti e zone di velocity, mandare in loop la parte sostenuta e modellare il risultato con filtri e un inviluppo ADSR. Trasporre cambiando la velocità di riproduzione rende il suono anche più breve e più brillante, da cui l'abitudine di registrare più note per strumento. I SoundFont e i sampler software di oggi dentro una DAW sono la stessa idea senza il limite di memoria.