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Time-stretching

Programmazione Svenska → Aggiornato: 2026-10-27

Cambiare la durata di un suono senza trascinarsi dietro l'intonazione: il trucco che un registratore a nastro a velocità sbagliata non poteva fare.

Se si fa girare un nastro più in fretta, il suono diventa sia più corto sia più acuto: tempo e intonazione sono saldati insieme. Per separarli, gli algoritmi tagliano l'audio in piccoli grani e li sovrappongono con maggiore o minore densità (overlap-add, WSOLA), oppure rielaborano il segnale nel dominio della frequenza con un phase vocoder, descritto da Flanagan e Golden ai Bell Labs nel 1966. Il pitch shifting è lo stesso procedimento al contrario: si dilata il tempo, poi si cambia la frequenza di campionamento.

Ableton Live ne fece un metodo di lavoro nel 2001, con ogni loop che segue automaticamente il tempo del brano. Gli artefatti sono noti: colpi di batteria sfocati, un «phasing» metallico e voci che sembrano registrate dentro una botte. Gli algoritmi moderni riconoscono e proteggono i transienti, ma uno stiramento di otto volte suona comunque esattamente per quello che è.

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