Game feel
La sensazione tattile, istante per istante, di controllare qualcosa in un gioco — la somma di risposta, animazione e feedback più che di una singola meccanica.
Il termine fu coniato da Steve Swink nel libro Game Feel (2008), che lo scompone in tre livelli: controllo in tempo reale, uno spazio simulato in cui muoversi e rifinitura (polish) — tutto il feedback che non cambia nulla alle regole ma le fa sentire come qualcosa. Un salto meccanicamente identico può risultare legnoso o scattante a seconda dei frame di latenza, dell'accelerazione e dell'animazione di atterraggio.
Nella pratica il game feel nasce da tanti piccoli trucchi insieme: screen shake, hit stop, particelle, suono e inseguimento della camera. Jan Willem Nijman di Vlambeer lo chiamò «l'arte dello screenshake» in un intervento del 2013 spesso citato. È difficile da misurare e facile da percepire: un gioco con un cattivo game feel sembra sbagliato prima ancora che si sappia dire perché.