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Rumore blu

Programmazione Svenska → Aggiornato: 2026-10-25

Rumore la cui energia si concentra nelle alte frequenze, senza grumi a bassa frequenza: i punti si distribuiscono in modo uniforme ma irregolare, senza schemi né agglomerati.

Il rumore bianco contiene tutte le frequenze in egual misura e quindi forma grumi e vuoti casuali; all'occhio appare sporco. Il rumore blu è l'opposto: il nome è preso in prestito dalla luce, dove il blu è l'estremo delle alte frequenze. Sopprimendo le basse frequenze, i campioni si distribuiscono con la maggiore uniformità consentita dalla casualità, senza ricadere in una griglia visibile: la stessa proprietà di una distribuzione Poisson-disk.

Robert Ulichney coniò il termine nel 1987 e nel 1993 pubblicò il metodo void-and-cluster per precalcolare texture di rumore. Nella grafica il rumore blu serve per il dithering, lo stippling e la collocazione dei punti di campionamento, in modo che l'errore risulti invisibile anziché grumoso. A differenza delle funzioni a gradiente come il simplex noise e il Worley noise, che generano pattern, il rumore blu riguarda il modo in cui si distribuiscono i singoli campioni.

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