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Opera su commissione (work for hire)

Svenska → Aggiornato: 2026-11-01

Le regole su chi possiede il codice scritto da un dipendente sul lavoro: in pratica, quasi sempre il datore di lavoro.

Negli Stati Uniti è semplice: ai sensi del Copyright Act del 1976, una «work made for hire» ha il datore di lavoro come autore fin dall'inizio, come se il dipendente non fosse mai esistito. Gran parte dell'Europa parte dal punto opposto, con il diritto d'autore che nasce in capo a chi ha creato l'opera. Per il software, però, la direttiva europea del 1991 ha introdotto un'eccezione recepita dagli Stati membri nelle leggi nazionali (in Italia con l'art. 12-bis della legge sul diritto d'autore): i diritti di utilizzazione economica sui programmi creati nell'esecuzione delle mansioni del dipendente spettano al datore di lavoro, salvo patto contrario.

L'eccezione riguarda solo i diritti patrimoniali. I diritti morali, cioè essere riconosciuti come autore e opporsi alla deformazione dell'opera, restano al programmatore dove la legge li riconosce. La zona grigia sono i progetti personali. Il codice scritto a casa la sera è di norma proprio, ma molti contratti di lavoro tentano comunque di rivendicarlo, ed è uno dei motivi per cui alcuni progetti chiedono ai contributori di attestare di avere davvero il diritto di inviare il proprio codice.

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