Saturazione a nastro
La distorsione morbida che il nastro magnetico produce quando riceve più segnale di quanto ne regga — un limite tecnico diventato un suono ricercato.
Il nastro si può magnetizzare solo fino a un certo punto. Avvicinandosi al limite, la curva di trasferimento si piega gradualmente invece di fermarsi di colpo: i picchi vengono schiacciati e si aggiungono armoniche dispari, soprattutto la terza. L'effetto ricorda un compressore lento con un pizzico di distorsione. I tecnici impararono a "colpire il nastro" di proposito su batteria e basso, dove il suono risultava più denso e caldo.
La registrazione digitale non ha un tetto simile, solo un muro a 0 dBFS dove il clipping suona sgradevole. Da qui il mercato affollato di plug-in di emulazione del nastro, che imitano anche wow e flutter, fruscio e l'enfasi dei bassi nota come head bump. Quelli buoni usano l'oversampling, altrimenti le armoniche aggiunte rientrano come aliasing.