Sintetizzatore
Uno strumento che costruisce il proprio suono da zero con l'elettronica, invece di riprodurre o amplificare qualcosa che già produce rumore.
L'RCA Mark II del 1957 riempiva una sala del centro Columbia–Princeton e si programmava con nastro di carta perforato. La svolta pratica arrivò nel 1964, quando Robert Moog e Don Buchla costruirono indipendentemente sistemi modulari in cui oscillatori, filtri e amplificatori erano collegati con cavi e pilotati da tensioni di controllo. Il Minimoog del 1970 cablò la patch e stava su un palco. Il Prophet-5 nel 1978 aggiunse un microprocessore che memorizzava i suoni, e il DX7 nel 1983 passò al digitale integrale.
Il metodo di sintesi varia — sottrattiva, FM, wavetable, campionamento, modellazione fisica — ma i blocchi base no: una sorgente sonora, qualcosa che ne modella il timbro e un inviluppo che lo modella nel tempo. Dalla fine degli anni Novanta la maggior parte dei sintetizzatori è software dentro una DAW, mentre quelli analogici sopravvivono come opzione costosa.