Interpolatore a relè
Più info
- Creatore
- George Stibitz
- Anno
- 1943
- Tipo
- Calcolatore a relè
- Proprietario
- Bell Telephone Laboratories
La prima macchina capace di accorgersi di aver sbagliato risposta, e perciò la prima che qualcuno osò lasciare in funzione per tutta la notte.
La commessa arrivò dalla ricerca militare americana nel 1943: i dati di tiro per i direttori antiaerei dovevano essere lisciati e interpolati, e farlo a mano era più lento degli aerei. Stibitz rispose con circa 440 relè comandati da nastro di carta, poi noti come Bell Labs Model II. Il vero contributo fu la rappresentazione dei numeri. Ogni cifra decimale era codificata con esattamente due uni su cinque posizioni: un codice due su cinque. Un relè bloccato produce tre uni oppure uno, e la macchina si ferma invece di calcolare con sicurezza su dati spazzatura.
La conseguenza fu pratica più che teorica. Poiché i guasti producevano un arresto e non un risultato sbagliato, l'interpolatore poteva funzionare incustodito per tutta la notte; l'operatore arrivava al mattino per vedere se aveva finito o si era fermato, senza dover controllare l'aritmetica. L'idea che una macchina debba individuare da sé i propri errori, anziché fidarsi che i componenti si comportino bene, è ancora ciò che fanno la memoria ECC e le cifre di controllo.