Network copyleft
La famiglia di licenze che considera distribuzione il fatto di far usare un programma in rete, e quindi pretende il codice sorgente anche da chi non consegna mai un binario.
Il copyleft ordinario scatta con la distribuzione, e un servizio web non distribuisce nulla. L'Affero GPL del 2002 fu il primo tentativo di colmare la lacuna; l'AGPLv3 del 2007 è quello che si è affermato. La Open Software License 3.0 di Lawrence Rosen ottiene lo stesso risultato con la nozione di «external deployment», e l'EUPL 1.2 dell'UE include espressamente la messa a disposizione online delle funzioni essenziali di un programma. La Cryptographic Autonomy License, approvata dall'OSI nel 2020, si spinge più in là e copre anche i dati degli utenti.
La SSPL di MongoDB, del 2018, ha portato la logica al punto di pretendere il sorgente dell'intero stack di servizi attorno al programma, e l'OSI ha rifiutato di approvarla. Ciò che accomuna la famiglia è che molte aziende, Google su tutte, la vietano al proprio interno: il che, per alcuni autori, è esattamente lo scopo.