Matrice di modulazione
Una tabella all'interno di un sintetizzatore in cui ogni riga collega una sorgente di modulazione a una destinazione con una quantità scelta, al posto dei collegamenti fissi.
Le sorgenti sono cose che si muovono: LFO, inviluppi, velocity, modulation wheel. Le destinazioni sono qualsiasi cosa abbia un valore: frequenza di taglio del filtro, intonazione dell'oscillatore, panning, la velocità di un altro LFO. Ogni riga dice «questo, là, in questa misura», e la quantità può anche essere negativa. È come se i cavi di patch di un sintetizzatore modulare fossero stati trasformati in un foglio di calcolo.
L'EMS VCS3 del 1969 lo faceva alla lettera, con una matrice a spinotti in cui piccoli pin si infilavano in una griglia. Oberheim diede il nome all'idea con il Matrix-6 del 1985, che offriva venti righe ma solo un piccolo display e dei pulsanti per modificarle: potente e notoriamente noioso. I sintetizzatori software oggi nascondono la matrice dietro il drag-and-drop, ma la tabella resta lì sotto.