MGM v. Grokster
Una causa statunitense del 2005 secondo cui le aziende di file sharing potevano rispondere delle violazioni dei loro utenti perché le avevano attivamente incoraggiate.
Dopo la caduta di Napster, Grokster e StreamCast, produttrice di Morpheus, realizzarono sistemi di condivisione senza server centrale. Le aziende non potevano dunque vedere che cosa si scambiassero gli utenti, e due tribunali di grado inferiore le assolsero in base a Sony v. Universal: il software aveva usi leciti. Nel giugno 2005 una Corte Suprema unanime giunse al risultato opposto per un'altra via. Chi promuove uno strumento con lo scopo dichiarato di farlo usare per violare il diritto d'autore risponde della violazione, qualunque altra cosa lo strumento possa fare.
Le prove vennero dalle aziende stesse: email interne e pubblicità rivolta esplicitamente agli ex utenti di Napster. La regola del Betamax rimase intatta. Grokster chiuse a novembre di quell'anno, sostituendo la pagina di download con un avviso che la condivisione illegale di file non è anonima.