Manchester Mark 1
Altre info
- Creatore
- Freddie Williams, Tom Kilburn
- Anno
- 1949
- Tipo
- Computer a programma memorizzato
- Memoria
- Tubi di Williams + tamburo magnetico
- Predecessore
- Manchester Baby
- Successore
- Ferranti Mark 1
La macchina nata dal Baby e la prima al mondo in grado di ricalcolare un indirizzo mentre il programma era in esecuzione.
Il Baby esisteva per dimostrare che un tubo a raggi catodici poteva conservare bit. Chiarito questo, Freddie Williams e Tom Kilburn costruirono attorno al tubo una macchina vera: una versione intermedia funzionante nell'aprile 1949 e quella definitiva in ottobre. Le parole erano da 40 bit, la memoria veloce consisteva in una manciata di tubi di Williams e dietro c'era un tamburo magnetico con le parti del programma non necessarie in quel momento. È quindi la prima gerarchia di memoria a due livelli, e dunque il primo esemplare di un problema con cui ogni progettista di cache convive da allora.
La vera novità era la B-line. Un registro indice il cui contenuto viene sommato all'indirizzo di un'istruzione prima di accedere alla memoria permette a una sola istruzione di scorrere un intero array, invece di costringere il programma a riscrivere i propri indirizzi tra un passaggio e l'altro. Prima di allora tutti scrivevano codice automodificante; dopo, quasi nessuno ne ebbe più bisogno.
Ferranti costruì la versione commerciale, il Ferranti Mark 1, consegnato nel febbraio 1951 e quindi il primo computer generico che chiunque potesse semplicemente comprare. Alan Turing scrisse il manuale del programmatore, Christopher Strachey lo fece giocare a dama e scrivere lettere d'amore, e Max Newman lo usò a caccia di numeri primi di Mersenne — più o meno il mix di utilità e svago che i computer offrono da allora.