Distorsione di intermodulazione (IMD)
Toni nuovi creati quando due frequenze attraversano lo stesso circuito non lineare e si mescolano in somme e differenze che non erano nel segnale originale.
Se si inviano a un amplificatore 1.000 Hz e 1.100 Hz insieme, si ottiene più delle armoniche di ciascuno, che è ciò che misura la THD. Si ottengono anche 100 Hz, 2.100 Hz, 900 Hz e 1.200 Hz: prodotti della forma f1 ± f2 e 2f1 − f2. Nessuno ha un rapporto armonico con la musica, perciò suonano più aspri della distorsione armonica allo stesso livello. Dominano due metodi di misura: il test SMPTE con 60 Hz e 7 kHz miscelati 4:1, e il test CCIF a due toni a 19 e 20 kHz, che colloca un tono differenza di 1 kHz in piena banda udibile.
L'IMD è anche l'argomento più concreto contro i contenuti ultrasonici nei formati consumer. Nessuno sente nulla sopra i 20 kHz, ma questi contenuti possono intermodulare in amplificatori e altoparlanti e lasciare residui udibili più in basso: l'audio hi-res può dunque suonare peggio, non meglio.