Hill v. Gateway
Il caso del 1997 che portò la logica di ProCD dai floppy disk ai computer interi: i termini contenuti nella scatola valgono, a meno che non si restituisca la scatola.
Rich ed Enza Hill ordinarono per telefono un computer a Gateway 2000. Nel cartone c'erano condizioni con una clausola arbitrale, efficace se la macchina veniva tenuta per più di 30 giorni. Quando i coniugi tentarono di fare causa per i difetti, Gateway sostenne che la controversia spettasse a un arbitro.
Il giudice Frank Easterbrook, che l'anno prima aveva scritto la sentenza ProCD, diede ragione a Gateway. Leggere ogni clausola al telefono non gioverebbe a nessuno, e il cliente aveva un mese per ripensarci. Che i clienti non leggano le condizioni non cambia nulla: vincolano comunque. Il principio non riguardava più il software ma qualunque cosa spedita in una scatola, e i «contratti progressivi» divennero un elemento fisso del commercio americano.