Exciter armonico
Un effetto che genera nuove armoniche nelle alte frequenze, regalando a una registrazione spenta una brillantezza che in origine non c'era.
Un equalizzatore può solo amplificare ciò che esiste già: se una registrazione non ha nulla sopra gli 8 kHz, alzarla lì produce soltanto più fruscio. Un exciter ne prende una copia, la fa passare per un filtro passa-alto, la manda in una distorsione leggera per creare armoniche e ne rimescola una piccola parte nell'originale. Ciò che ne esce è contenuto nuovo, non vecchio contenuto amplificato, ed è per questo che suona «arioso» e non aspro.
L'Aphex Aural Exciter del 1975 rese celebre l'idea e finì nei rack di molte sessioni di registrazione negli anni Settanta e Ottanta. Il principio è un cugino della saturazione a nastro e del waveshaping, solo puntato su una banda di frequenze. L'abuso si riconosce dalle sibilanti taglienti, e a quel punto un de-esser diventa urgente.