Gottschalk v. Benson
La sentenza della Corte Suprema statunitense del 1972 che negò il brevetto su un semplice algoritmo di conversione da BCD a binario.
Due ricercatori dei Bell Labs chiesero il brevetto per un metodo di conversione di numeri decimali codificati in binario (BCD) in binario puro nei registri di un computer. Il metodo non era legato ad alcuna macchina o applicazione particolare. L'ufficio brevetti disse di no, una corte d'appello disse di sì, e il commissario Robert Gottschalk portò il caso più in alto.
La Corte Suprema fu unanime. Brevettare il metodo avrebbe significato, in pratica, concedere un monopolio sulla matematica stessa in ogni computer che la usasse, e gli algoritmi erano idee astratte. Il giudice William O. Douglas lasciò aperta la questione se il software fosse brevettabile e la rimandò al Congresso, che non rispose mai. Gran parte del diritto brevettuale statunitense sul software è stata da allora una discussione su dove passi davvero la linea di Benson.