Ritardo frazionario
Ritardare un segnale digitale di un numero non intero di campioni, il che significa indovinare che cosa c'era tra un campione e l'altro.
Un buffer sa ritardare solo per passi interi, a 48 kHz poco più di 20 microsecondi alla volta. Non basta quando il ritardo deve variare con dolcezza, come nel chorus e nel flanger, o quando una corda Karplus–Strong va accordata con precisione: con campioni interi le note acute risultano stonate. I valori intermedi vanno interpolati.
L'interpolazione lineare costa poco ma smorza gli alti in misura che dipende dal punto tra i campioni in cui si cade. L'interpolazione passa-tutto mantiene piatta l'ampiezza ma gestisce male i cambiamenti rapidi, mentre Lagrange e la sinc finestrata migliorano quanto più si è disposti a pagare. C. W. Farrow descrisse nel 1988 una struttura il cui ritardo varia con continuità tramite un solo parametro. La rassegna del 1996 «Splitting the Unit Delay» di Laakso, Välimäki, Karjalainen e Laine resta il riferimento standard.