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Copyfarleft

Programmazione Svenska → Aggiornato: 2026-11-01

Copyleft con una clausola di classe: libero per cooperative di lavoratori e organizzazioni senza scopo di lucro, ma non per le normali imprese che hanno dipendenti.

L'idea si deve a Dmytri Kleiner, che la espone per esteso in The Telekommunist Manifesto (2010). Secondo lui il copyleft ordinario favorisce chi detiene il capitale: una grande azienda può costruire un servizio redditizio su codice libero con la stessa facilità di un hobbista e finisce sempre per prevalere. Il copyfarleft consente invece l'uso commerciale solo a chi possiede il proprio lavoro.

L'implementazione più nota è la Peer Production License, basata su CC BY-NC-SA, in cui la restrizione non commerciale non si applica a cooperative e organizzazioni non profit. Non è approvata dall'OSI e si usa di rado per il software, ma pone una domanda che le licenze permissive non devono mai affrontare: chi trae davvero profitto dal fatto che il codice sia libero?

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