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Amplificatore in classe D

Hardware Svenska → Aggiornato: 2026-10-29

Uno stadio di potenza i cui transistor sono sempre completamente accesi o completamente spenti, con la musica codificata nella durata degli impulsi: risultato, un amplificatore piccolo, fresco ed efficiente.

Un classico amplificatore in classe AB fa lavorare i transistor nella zona lineare intermedia e trasforma in calore una buona parte della potenza. La classe D converte l'audio in impulsi, spesso con modulazione di larghezza d'impulso a varie centinaia di kHz, e porta i transistor da piena conduzione a interdizione. Nessuno dei due stati spreca molta energia, per cui il rendimento supera spesso il 90 per cento. Un filtro passa-basso in uscita elimina la frequenza di commutazione e al diffusore arriva solo la musica.

L'idea è vecchia, ma i primi tentativi degli anni Sessanta si guadagnarono una cattiva fama. A renderla credibile sono stati i MOSFET veloci e moduli come gli ICEpower danesi. Oggi la classe D è in quasi tutto ciò che ha un amplificatore integrato: telefoni, smart speaker, monitor da studio attivi. E no, la D non sta per «digitale»: era semplicemente la lettera successiva.

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