rxvt
Altre info
- Creatore
- Rob Nation
- Tipo
- Emulatore di terminale
- Licenza
- GPL
- Sito ufficiale
- software.schmorp.de (rxvt-unicode)
Il terminale X leggero che buttò via tutto ciò che xterm si portava dietro e che, come rxvt-unicode, è ancora la scelta dei puristi.
All'inizio degli anni Novanta xterm era l'unica opzione seria, e si trascinava dietro l'intero X Toolkit, un'emulazione del Tektronix 4014 che nessuno usava e un'impronta di memoria che si faceva sentire su un 386 con quattro megabyte. John Bovey, all'Università del Kent, scrisse xvt come alternativa ridotta all'osso, e Rob Nation, che poco dopo avrebbe creato FVWM, prese il codice e lo estese in rxvt, «our xvt». Parlava semplice Xlib, saltava la modalità Tektronix e usava una frazione della memoria. Nelle distribuzioni Linux della fine degli anni Novanta era spesso ciò che si apriva davvero cliccando sull'icona del terminale.
I discendenti dicono qualcosa sull'epoca. aterm diede ad AfterStep la pseudo-trasparenza, Eterm fece lo stesso per Enlightenment con più sfarzo, mrxvt aggiunse le schede. Il ramo sopravvissuto è rxvt-unicode, urxvt, avviato da Marc Lehmann nel 2003: Unicode completo, caratteri Xft, Perl incorporato per le estensioni e una modalità demone in cui un unico processo serve tutte le finestre. L'originale si fermò alla versione 2.7.10 nello stesso anno, ma il nome vive in ogni ~/.Xresources che inizia con URxvt.