Pseudo-trasparenza
Il trucco che dava ai terminali X uno sfondo trasparente prima di Composite: disegnare come proprio sfondo il pezzo di carta da parati che sta dietro la finestra.
Negli anni Novanta X non sapeva fondere le finestre: ciò che stava sotto era nascosto, punto. Eppure Eterm, aterm e simili volevano sembrare trasparenti. La soluzione era trovare il pixmap dello sfondo, copiarne il rettangolo giusto, magari scurirlo e disegnarlo come sfondo del terminale. Spostando la finestra, tutto veniva ridisegnato dalla nuova posizione. L'illusione reggeva finché nessun'altra finestra si trovava in mezzo, perché quella non si vedeva mai in trasparenza: da qui il «pseudo».
Trovare lo sfondo richiedeva una convenzione. Esetroot, il programma di Eterm per impostare lo sfondo, salvava l'ID del pixmap in due proprietà della finestra radice, _XROOTPMAP_ID e ESETROOT_PMAP_ID, e gli altri programmi impararono a leggerle e scriverle. Se si impostava lo sfondo con uno strumento che non lo faceva, il terminale diventava nero: un classico delle richieste di assistenza. L'estensione Composite nel 2004 e xcompmgr resero possibile una vera fusione con canale alfa, ma le proprietà sopravvivono in feh e hsetroot, e terminali come rxvt-unicode supportano ancora oggi entrambe le varianti.