Raymarching
Tecnica di rendering 3D in cui la camera «cammina» nello spazio a piccoli passi finché non incontra una superficie: abbastanza compatta da stare in un minuscolo shader.
Il raymarching produce scene 3D senza memorizzare poligoni né geometrie complesse. Gli oggetti sono definiti matematicamente e, per ogni pixel, l'algoritmo avanza dalla camera verificando la distanza dalla superficie più vicina, finché colpisce qualcosa o si allontana abbastanza da concludere di aver mancato tutto. Così nascono forme frattali complicatissime, effetti volumetrici e geometrie impossibili, in poche centinaia di byte di codice shader. Nella demoscene la tecnica si diffuse intorno agli anni Duemila, come modo per creare mondi visivamente ricchi senza il peso dei poligoni del 3D tradizionale.