Attacco pre-play
Far calcolare a una carta EMV in anticipo i crittogrammi per acquisti non ancora avvenuti, per poi riprodurli a uno sportello automatico.
Un crittogramma EMV è legato all'importo, alla data, al contatore di transazioni della carta e a un valore casuale di quattro byte generato dal terminale, il cosiddetto numero imprevedibile nel tag 9F37. Tutta la protezione contro la riproduzione poggia sul fatto che quel numero meriti il nome che porta. Nel 2012 Mike Bond, Steven Murdoch, Ross Anderson e colleghi a Cambridge mostrarono che spesso non era così: alcuni ATM usavano un contatore o un generatore debole. Chi avesse accesso alla carta per un breve momento, ad esempio tramite un terminale manomesso in un negozio, poteva chiederle di firmare i numeri che l'ATM avrebbe probabilmente scelto in seguito.
Il problema più profondo era il protocollo. L'emittente non può sapere chi abbia scelto il numero, quindi un aggressore che controlla il terminale può semplicemente sceglierlo lui. L'articolo si intitolava, a ragione, «Chip and Skim».