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Crittogramma applicativo (ARQC)

Sicurezza Svenska → Aggiornato: 2026-10-30

Il checksum crittografico che un chip EMV calcola per ogni acquisto e che rende inutili i dati copiati della carta.

Il chip custodisce una chiave unica per la carta, derivata dalla chiave master dell'emittente. Con essa calcola un MAC su importo, valuta, data, contatore di transazione e un numero casuale fornito dal terminale. Il risultato di otto byte è l'ARQC (Authorization Request Cryptogram): viaggia con la richiesta di autorizzazione fino all'emittente, dove un HSM per pagamenti lo ricalcola e risponde con il proprio, l'ARPC. Se la carta approva offline produce un TC; se rifiuta, un AAC.

Poiché il crittogramma è legato a una sola transazione, copiarlo non serve a nulla. Il punto debole è il terminale. Nel 2014 Bond, Murdoch e Anderson, a Cambridge, hanno mostrato che alcuni sportelli ATM generavano numeri «casuali» prevedibili, permettendo di raccogliere in anticipo i crittogrammi di prelievi futuri.

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