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New York Times contro OpenAI

Svenska → Aggiornato: 2026-11-02

La causa del 2023 del quotidiano contro OpenAI e Microsoft, la più nota tra quelle sulla liceità di addestrare i modelli linguistici con materiale giornalistico.

Il New York Times presentò ricorso a New York il 27 dicembre 2023. La tesi: milioni di articoli erano stati usati senza autorizzazione per addestrare i modelli GPT, e ChatGPT talvolta li riproduceva quasi parola per parola. L'atto includeva esempi in cui il modello rigurgitava inchieste a pagamento e contestava l'attribuzione al giornale di citazioni inventate. La risposta di OpenAI fu che gli esempi derivavano da prompt costruiti ad arte e che l'addestramento rientra nel fair use.

Nell'aprile 2025 il giudice Sidney Stein ammise le principali pretese sul copyright e il caso fu riunito a diverse cause di autori. Nella stessa primavera a OpenAI fu ordinato di conservare come prova i log degli utenti di ChatGPT, anche quelli cancellati – un problema di privacy per milioni di persone estranee alla vicenda.

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