New York Times contro OpenAI
La causa del 2023 del quotidiano contro OpenAI e Microsoft, la più nota tra quelle sulla liceità di addestrare i modelli linguistici con materiale giornalistico.
Il New York Times presentò ricorso a New York il 27 dicembre 2023. La tesi: milioni di articoli erano stati usati senza autorizzazione per addestrare i modelli GPT, e ChatGPT talvolta li riproduceva quasi parola per parola. L'atto includeva esempi in cui il modello rigurgitava inchieste a pagamento e contestava l'attribuzione al giornale di citazioni inventate. La risposta di OpenAI fu che gli esempi derivavano da prompt costruiti ad arte e che l'addestramento rientra nel fair use.
Nell'aprile 2025 il giudice Sidney Stein ammise le principali pretese sul copyright e il caso fu riunito a diverse cause di autori. Nella stessa primavera a OpenAI fu ordinato di conservare come prova i log degli utenti di ChatGPT, anche quelli cancellati – un problema di privacy per milioni di persone estranee alla vicenda.