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Magnetografia

Hardware Svenska → Aggiornato: 2026-10-02

Procedimento di stampa che scrive l'immagine con il magnetismo anziché con la luce, il che obbliga il toner a contenere ferro per aderire.

La francese Bull sviluppò la tecnica tra gli anni Settanta e Ottanta. Un tamburo con uno strato magnetico duro passa davanti a una fila di minuscole testine di scrittura che magnetizzano singoli punti; il toner magnetico viene attratto dal motivo, trasferito sulla carta e fissato. Niente carica, niente filo corona, nessuna sensibilità alla luce, e il tamburo può durare decenni, perché ciò che si scrive e si cancella è la magnetizzazione e non un rivestimento che si consuma.

Nipson, a Belfort, portò avanti la tecnologia con la fusione a flash a freddo: un lampo allo xeno fondeva il toner senza scaldare la carta, rendendo possibile stampare su plastica, etichette e supporti sottili che un rullo caldo avrebbe rovinato, a velocità di centinaia di pagine al minuto. Il limite stava nel toner: l'ossido di ferro è nero, quindi il colore era escluso. Stampa transazionale, biglietti ed etichette tennero in vita il processo fino agli anni 2010, prima che l'inkjet ad alta velocità occupasse la nicchia.

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