Pianoforte logico
Una tastiera che risolve sillogismi: si inseriscono le premesse e la macchina mostra quali combinazioni sopravvivono.
William Stanley Jevons, economista di professione e logico per inclinazione, lo fece costruire nel 1869 da un orologiaio di Salford e lo presentò alla Royal Society l'anno seguente. Ventuno tasti inseriscono affermazioni su quattro termini e le loro negazioni. All'interno stanno sedici etichette, una per ogni riga della tavola di verità su quattro termini, e ogni premessa inserita fa cadere meccanicamente le righe che la contraddicono. Ciò che resta in vista sono i casi logicamente possibili.
La base è l'algebra di George Boole del 1854, che Jevons aveva riscritto in una logica equazionale più semplice, a suo avviso più facile da calcolare. Ne risulta la prima macchina a risolvere un problema logico più in fretta di un essere umano: circa ottant'anni prima che relè e valvole facessero lo stesso per via elettrica, e con lo stesso principio: eliminare l'impossibile e guardare ciò che resta.
L'esemplare sopravvissuto è al History of Science Museum di Oxford. Nessuno vi costruì direttamente sopra; la linea da Boole alla porta logica passò per Shannon, che non aveva bisogno di etichette.