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Codice Hollerith

Hardware Svenska → Aggiornato: 2026-10-05

La codifica dei caratteri su una scheda perforata: dodici posizioni per colonna, dove un foro è una cifra e due fori sono una lettera, e le cui lacune si vedono ancora nell'EBCDIC.

Ogni colonna di una scheda a 80 colonne ha dodici posizioni perforabili: le righe 0–9 più due righe supplementari sopra di esse, chiamate 11 e 12. Un solo foro nelle righe 0–9 indica quella cifra. Una lettera richiede due fori: una riga di zona (12, 11 o 0) più una cifra da 1 a 9. Così 12+1 è A, 12+9 è I, 11+1 è J, 0+2 è S. I caratteri speciali usavano una terza perforazione, di solito nella riga 8. La codifica non è arbitraria: segue ciò che una punzonatrice può ragionevolmente fare a un pezzo di cartoncino senza ridurlo a brandelli.

Le schede del censimento del 1890 di Hollerith usavano fori rotondi e una disposizione diversa; la scheda rettangolare a 80 colonne arrivò con IBM nel 1928 e il codice si sviluppò per gradi in seguito. L'eredità è più evidente nell'EBCDIC, che IBM costruì nel 1964 direttamente sulla divisione zona/cifra: l'alfabeto non è contiguo ma arriva in tre blocchi, A–I, J–R e S–Z, con lacune in mezzo. I programmatori maledicono quelle lacune da sessant'anni, spesso senza sapere di maledire la geometria di un pezzo di cartone.

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