Codice Gray
Una sequenza binaria in cui tra valori successivi cambia un solo bit, così una lettura non può mai restare a metà di un salto tra due numeri.
Il nome viene da Frank Gray dei Bell Labs, che lo brevettò nel 1947 per la modulazione a codice di impulsi, ma l'idea è più antica: Émile Baudot ne usava una variante nei suoi telegrafi già negli anni Settanta dell'Ottocento. Il trucco è che i valori vicini differiscono esattamente di un bit. Un encoder rotativo codificato in binario puro può produrre valori intermedi privi di senso quando più tracce commutano insieme; con questa codifica è impossibile.
In seguito è comparso nelle mappe di Karnaugh, nella correzione degli errori e nei sensori di posizione. Nella preistoria dell'informatica rientra tra i vari tentativi di rendere le macchine binarie robuste contro il proprio rumore.