Data-driven design
Descrivere contenuti e comportamento di un gioco in file di dati anziché nel codice, così i designer possono iterare senza ricompilare.
Statistiche delle armi, ondate di nemici, dialoghi e struttura dei livelli finiscono in JSON, fogli di calcolo o file di script che il motore legge all'avvio o al volo. Il punto è la velocità di iterazione: un designer può ritoccare il bilanciamento cento volte al giorno senza disturbare un programmatore né attendere una pipeline di build.
Il prezzo è un debug più difficile, perché un errore nei dati raramente produce una traccia di crash pulita come un errore nel codice, e la tentazione di costruirsi un linguaggio di scripting abborracciato. Da non confondere con il data-oriented design, che riguarda la disposizione in memoria, non il luogo in cui risiedono le regole.