Copyright troll
Chi guadagna minacciando cause per violazione del diritto d'autore anziché sfruttando le opere stesse.
È il cugino del patent troll. Si raccolgono gli indirizzi IP dagli swarm BitTorrent, si ottiene da un tribunale che il provider consegni i nomi degli abbonati, poi si inviano lettere che chiedono una «transazione» ben inferiore al costo di una difesa. Che l'abbonato possa non essere chi ha scaricato qualcosa conta poco, dato che la cifra è scelta apposta perché pagare convenga più che resistere. Nel Regno Unito lo chiamano speculative invoicing.
Righthaven nel 2010 acquistò i diritti su articoli di giornale per citare in giudizio i blogger e si portò da sola all'insolvenza. Prenda Law si spinse oltre: caricava essa stessa i film per poi denunciare chi li scaricava; l'avvocato Paul Hansmeier fu condannato nel 2019 a 14 anni di carcere. I provider svedesi sono stati colpiti da ordini di divulgazione alla fine degli anni 2010, e Bahnhof ha fatto della resistenza uno spettacolo.