Boris Hagelin
Lo svedese che fu il primo ad arricchirsi con la crittografia, e la cui azienda si rivelò, molto più tardi, vendere debolezze su ordinazione.
Boris Hagelin (1892–1983) fu mandato alla AB Cryptograph di Stoccolma per tutelare l'investimento del padre nelle invenzioni di Arvid Damm, e vi rimase. Dopo aver riorganizzato l'azienda nel 1932 sviluppò le macchine a pin e lug della serie C: un progetto tascabile, a manovella, la cui chiave risiedeva in sei ruote di periodo diverso più un tamburo di lug mobili. Dal punto di vista crittografico era lontanissima da Enigma. In compenso pesava un paio di chili, sopportava il fango e non richiedeva corrente.
Fu decisivo. La C-38 fu adottata dall'esercito statunitense come M-209, prodotta in oltre 140.000 esemplari, e le royalty fecero la fortuna di Hagelin, di solito descritto come il primo ad arricchirsi con la crittografia. Nel 1948 trasferì l'attività a Zugo, in Svizzera, e l'azienda divenne Crypto AG. Da lì la storia cambia direzione: dagli anni Cinquanta esisteva un tacito accordo con l'intelligence dei segnali americana su cosa si potesse vendere a chi, e nel 1970 l'azienda fu acquistata in segreto da CIA e BND. Che un centinaio di Stati avesse comprato per decenni macchine con debolezze deliberate è diventato di dominio pubblico solo nel 2020.