VM escape
Il caso in cui il codice all'interno di una macchina virtuale evade verso l'host o l'hypervisor. È l'attacco che l'intero modello del cloud pubblico presuppone che nessuno riesca a compiere: l'isolamento tra i tenant è la promessa fondamentale della virtualizzazione.
La superficie d'attacco è raramente il nucleo dell'hypervisor, ma i dispositivi emulati: schede grafiche, schede di rete, controller USB e periferiche legacy che nessuno usa ma che esistono comunque nel modello. VENOM (2015) sfruttava il controller virtuale del floppy di QEMU, un dispositivo di cui quasi nessun guest aveva bisogno. Le contromisure ne discendono: ridurre al minimo il modello dei dispositivi (Firecracker ne espone solo una manciata proprio per questo), eseguire il processo dell'hypervisor sotto seccomp e SELinux, così che un'evasione riuscita finisca in una gabbia vuota, e applicare le patch. I container hanno lo stesso problema in forma più acuta, dato che il kernel è condiviso.