Hacker Manifesto, The
Un testo breve e furioso del 1986 diventato il credo della cultura hacker: "My crime is that of curiosity".
Il titolo originale era "The Conscience of a Hacker". Loyd Blankenship lo scrisse con lo pseudonimo The Mentor, poco dopo il suo arresto, e comparve su Phrack nel numero 7 del gennaio 1986. Il testo difende l'hacker come un adolescente annoiato e brillante che ha trovato casa nel modem e nella BBS, e accusa un mondo adulto che "costruisce bombe atomiche" di dare a lui del criminale.
La prosa è pura retorica adolescenziale, ma colpì nel segno. Il manifesto fu citato nel film Hackers (1995), stampato su magliette e poster e letto ad alta voce nelle conferenze per decenni. Blankenship divenne poi game designer — l'irruzione del 1990 nella sua azienda, la Steve Jackson Games, è un'altra famosa nota a margine della storia hacker.