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Bootloader di secondo stadio

Hardware Svenska → Aggiornato: 2026-11-04

Il piccolo intermediario che il codice di avvio carica per primo, perché il vero bootloader è troppo grande per entrare dove il sistema si risveglia.

È un problema dell'uovo e della gallina. All'accensione di un SoC esistono solo la boot ROM e poche centinaia di kilobyte di SRAM interna: la DRAM non funziona finché qualcuno non ne configura i timing, e ciò che lo fa non entra in SRAM se deve anche leggere filesystem e parlare in rete. La soluzione è uno stadio intermedio. U-Boot lo chiama SPL, Secondary Program Loader: una build ridotta che si limita a inizializzare la RAM e a caricarvi U-Boot completo.

Sul versante PC l'MBR faceva lo stesso con 446 byte di codice, ed è per questo che GRUB ha avuto a lungo gli stadi 1, 1.5 e 2. L'RP2040 ne offre una miniatura insolitamente ordinata: la boot ROM legge da flash un «boot2» di 256 byte, ne verifica il CRC32, e boot2 configura poi il chip flash per l'esecuzione sul posto (execute in place).

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