Notazione polacca inversa (RPN)
Un modo di scrivere le espressioni in cui l'operatore segue i propri operandi — 3 4 + invece di 3 + 4 — così le parentesi diventano superflue e per valutarla basta una sola pila.
La notazione riprende la notazione polacca introdotta dal logico Jan Łukasiewicz negli anni Venti, in cui l'operatore viene per primo. Spostandolo in fondo l'espressione diventa «postfissa», e una macchina può elaborarla con un'unica pila: si impilano i numeri e, quando compare un operatore, si estraggono gli ultimi valori, si calcola e si rimette il risultato. Niente regole di precedenza, niente parentesi.
Hewlett-Packard ne fece uno stile di culto con le sue calcolatrici — la HP-35 nel 1972 e la longeva HP-12C — dove l'RPN faceva risparmiare tasti e memoria. La stessa idea muove linguaggi come Forth e PostScript. I fan giurano sull'efficienza; tutti gli altri si chiedono dove sia finito il tasto uguale.