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OOM killer

Infrastruttura Svenska → Aggiornato: 2026-10-02

L'ultima risorsa di Linux sotto pressione di memoria: scegliere un processo e ucciderlo, invece di lasciare bloccare l'intero sistema.

Il contesto è che Linux consente l'overcommit: il kernel promette più memoria di quanta ne abbia, perché i programmi ne chiedono di norma più di quella che usano. Di solito la scommessa regge. Quando non regge, non resta più memoria da assegnare e rifiutare un'allocazione farebbe andare in crash i programmi nei punti più imprevedibili.

Si sceglie quindi una vittima. L'oom_score pesa il consumo di memoria rispetto a durata e priorità, e in pratica indica spesso proprio il processo del database che si voleva salvare. Il valore si regola per processo con oom_score_adj. In dmesg compare la riga Out of memory: Killed process, spesso l'unica traccia di un servizio «sparito da solo».

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