Sintetizzatore modulare
Un sintetizzatore senza percorso del segnale fisso: moduli separati che il musicista collega tra loro con cavi patch.
Robert Moog e Don Buchla costruirono in modo indipendente i primi sistemi commerciali a metà degli anni Sessanta. L'approccio di Moog faceva passare gli oscillatori attraverso i filtri, la scuola sottrattiva della East Coast; Buchla, sulla West Coast, preferiva il wavefolding e gli oscillatori complessi, e per anni si rifiutò di mettere una normale tastiera sui suoi strumenti. Tutto parlava la stessa lingua, la tensione di controllo, quindi qualsiasi uscita poteva pilotare qualsiasi ingresso.
Switched-On Bach di Wendy Carlos, nel 1968, mostrò che cosa poteva fare una parete di Moog e quante ore richiedeva. Il Minimoog risolse il problema cablando il patch in modo fisso. Il formato è tornato negli anni Duemila con l'Eurorack e, in versione software, con VCV Rack.