Jamie Butler
Il ricercatore di rootkit dietro FU e DKOM, che nascondevano i processi semplicemente cancellandoli dalla contabilità interna del kernel.
I primi rootkit intercettavano le chiamate di sistema, cosa che si poteva scoprire controllando le tabelle delle chiamate. Butler aggirò il problema. Con la Direct Kernel Object Manipulation, presentata al Black Hat nel 2004, il rootkit modificava direttamente le strutture dati del kernel: un processo veniva scollegato dalla lista doppiamente concatenata che Windows usa per enumerare i processi, ma continuava a girare perché lo scheduler lavora sui thread. Nessun hook, niente da trovare. Il suo rootkit FU divenne l'implementazione di riferimento.
Nel 2005 scrisse con Greg Hoglund Rootkits: Subverting the Windows Kernel. Passò poi all'altra parte, per quanto le due parti differiscano, sviluppando in Mandiant l'analisi forense della memoria: strumenti che cercano proprio il tipo di incongruenza che lui aveva insegnato al mondo a creare.