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Raffreddamento a immersione

Hardware Svenska → Aggiornato: 2026-10-05

Immergere interi server in un fluido non conduttivo. Sembra uno scherzo, finché la densità dei rack supera i cinquanta kilowatt e l'aria non basta più.

Le varianti sono due. Nei sistemi monofase il fluido resta liquido e viene pompato verso uno scambiatore di calore: è più semplice e usa oli relativamente banali. Nei sistemi bifase il fluido ha un punto di ebollizione poco sopra la temperatura di esercizio dei componenti, quindi bolle direttamente sul chip e condensa su una serpentina nella parte alta della vasca; lo scambio termico è molto migliore perché il cambio di fase trasporta l'energia. Il problema è che i fluidi efficaci appartengono alla famiglia dei PFAS, e l'annuncio di 3M di abbandonare quella produzione ha sconvolto i piani del mercato. I vantaggi sono reali: niente ventole, costi di raffreddamento vicini al minimo teorico e calore di scarto recuperabile. La manutenzione, invece, è un lavoro bagnato.

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