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Principio di Horton

Sicurezza Svenska → Aggiornato: 2026-10-14

Autentica ciò che si intende, non solo ciò che si dice: un MAC deve coprire l'intera interpretazione del messaggio, non soltanto i suoi byte.

Lo formularono Niels Ferguson e Bruce Schneier in Practical Cryptography nel 2003, prendendo il nome da Horton, l'elefante del Dr. Seuss, che intendeva ciò che diceva e diceva ciò che intendeva. Il punto è che un tag valido su dati sbagliati non vale nulla: se la scelta dell'algoritmo, i campi di lunghezza, la versione del protocollo o il mittente restano fuori da ciò che viene autenticato, un attaccante può cambiare l'interpretazione senza toccare un solo byte protetto dal MAC.

Molti attacchi sono violazioni del principio sotto mentite spoglie: downgrade in cui la suite di cifratura non era mai stata autenticata, oppure campi concatenati che si possono dividere in due modi. La cura è noiosa ed efficace: codifica non ambigua e tutto il contesto dentro il MAC.

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