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GConf

Infrastruttura Svenska → Aggiornato: 2026-10-08

Il database delle impostazioni di GNOME 2, una gerarchia di chiavi tipizzate dietro un demone, che faceva reagire i programmi ai cambiamenti all'istante e spinse i critici a chiamarlo il registro di Linux.

Lo scrisse Havoc Pennington in vista di GNOME 2 (2002) come risposta al fatto che ogni programma tenesse il proprio file di configurazione nel proprio formato. Le chiavi avevano nomi simili a percorsi, /apps/metacity/general/focus_mode, avevano un tipo e uno schema con valore predefinito e descrizione, ed erano salvate in XML sotto ~/.gconf. Il demone gconfd-2 faceva da intermediario: quando un programma scriveva un valore, tutti quelli in ascolto su quella chiave lo sapevano subito, per cui un nuovo tema aveva effetto senza riavvio, come faceva XSETTINGS per i programmi X. Gli amministratori potevano collocare valori obbligatori in una directory di sistema che l'utente non poteva sovrascrivere.

Il paragone con il registro di Windows arrivò subito, e Pennington cercò di prevenirlo, senza successo. Non aiutò neppure il fatto che il demone parlasse CORBA attraverso lo stack Bonobo. GNOME 3 lo sostituì nel 2011 con GSettings, un'API in GLib, e dconf, il backend di Ryan Lortie con un unico database binario letto tramite mmap e scritto tramite un piccolo servizio su D-Bus. Le chiavi sono quasi identiche; ciò che la gente contestava era l'intermediario.

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