Demoscene
Una sottocultura che gareggia per estorcere grafica e musica impossibili da hardware limitato, con programmi che non servono assolutamente a nulla.
L'origine è la pirateria software degli anni '80: i gruppi che rimuovevano le protezioni anti-copia aggiungevano una piccola firma prima del gioco, un cracktro con testo scorrevole e musica. Le firme divennero una gara a sé, si staccarono dalle copie pirata e si trasformarono in demo: opere audiovisive non interattive presentate ai demoparty come Assembly in Finlandia e Revision in Germania.
Il vincolo è il punto. Un'opera della categoria 4K deve stare in 4096 byte, musica e grafica comprese, il che impone generazione procedurale e assembly ottimizzato a mano. La scena è più forte nei paesi nordici e in Germania, e il riconoscimento istituzionale è arrivato: la Finlandia ha inserito la demoscene nell'elenco del patrimonio culturale immateriale nel 2020, la Germania nel 2021.