Codice sorgente corrispondente
Il requisito della GPL su quale codice sorgente debba accompagnare un binario – e la parte della licenza che viene violata più spesso.
Pubblicare un tarball di una versione «più o meno giusta» non basta. Già la GPLv2 pretendeva il codice sorgente completo insieme agli script che controllano la compilazione e l'installazione, in modo che il destinatario potesse davvero ricostruire lo stesso programma. La GPLv3 ha introdotto il termine Corresponding Source e si è spinta oltre: per i prodotti di consumo vanno consegnate anche le chiavi e le informazioni di installazione, se il dispositivo esegue solo codice firmato. Era la risposta a TiVo, che rispettava la lettera della licenza e blindava comunque l'hardware.
Il sorgente può essere fornito con il prodotto oppure tramite un'offerta scritta che, secondo la GPLv2, resta valida per almeno tre anni. Router e smart TV con un link morto nel manuale sono ancora la norma. Casi simili costituiscono gran parte del lavoro di conformità portato avanti da Software Freedom Conservancy.