Bitcrusher
Un effetto che peggiora deliberatamente l'audio digitale, buttando via i bit e i campioni che gli ingegneri si erano tanto faticosamente conquistati.
Il lavoro lo fanno due manopole. Una riduce la profondità in bit, arrotondando il segnale a gradini più grossolani finché il rumore di quantizzazione diventa un fruscio udibile. L'altra riduce la frequenza di campionamento mantenendo ogni valore per più campioni, senza il filtro che normalmente blocca ciò che supera la frequenza di Nyquist. Il risultato è l'aliasing: toni falsi, spesso inarmonici, ripiegati nella gamma udibile.
Suona come i primi campionatori e le console da gioco, ed è proprio questo il punto. L'E-mu SP-1200, con i suoi 12 bit e circa 26 kHz, ha plasmato il suono delle batterie hip-hop di fine anni Ottanta, e la scena chiptune poggia sugli stessi limiti. L'ironia è evidente: decenni di ricerca su dithering e oversampling, e poi si paga per riavere il rumore.