Beat tracking
Insegnare a un computer a battere il piede a tempo: stimare il tempo di un brano e collocare ogni battito.
Si parte da una curva di intensità degli attacchi. Autocorrelandola si vede quali periodicità prevalgono, e ne deriva il tempo; poi i battiti vanno posizionati. Nel 2007 Dan Ellis propose una soluzione ordinata di programmazione dinamica che bilancia «questo battito cade su un attacco forte» e «la distanza dal battito precedente corrisponde al tempo». Sistemi successivi, come le reti ricorrenti di Sebastian Böck nella libreria madmom, imparano l'intera catena dai dati.
L'errore classico è l'errore d'ottava: l'algoritmo si aggancia a metà o al doppio del tempo e, in un certo senso, non sbaglia. La dance a quattro quarti è un problema quasi risolto; il jazz sincopato e pieno di rubato no. La tecnica sta dietro al tasto sync dei software per DJ, alle mappe del tempo automatiche delle DAW e a ogni gioco ritmico che chiede di premere a tempo.