app-defaults
La directory con un file di risorse per ogni applicazione X, intitolato alla classe del programma: lo sviluppatore vi mette colori e scorciatoie predefiniti, l'amministratore le modifiche.
I programmi basati su Xt ricavano le impostazioni dal database delle risorse, che si costruisce a strati. Lo strato più basso è app-defaults: un file per ogni classe di applicazione in /usr/lib/X11/app-defaults, poi in /etc/X11 o /usr/share/X11, dove xterm legge XTerm, xcalc legge XCalc e un programma Motif legge il nome che ha dato a sé stesso in XtAppInitialize. Sopra viene il file omonimo dell'utente, indicato da XAPPLRESDIR o XUSERFILESEARCHPATH, poi quanto xrdb ha caricato in RESOURCE_MANAGER o in ~/.Xdefaults e, in cima, l'opzione -xrm della riga di comando. Il percorso di ricerca, XFILESEARCHPATH, contiene segnaposto per la lingua: xterm sotto sv_SE poteva così avere menu in svedese senza toccare il programma.
Era la risposta degli anni Ottanta a dove debba stare la configurazione predefinita, e regge ancora: i valori del programma in un file del pacchetto, le modifiche dell'utente altrove. Produceva però anche guasti curiosi. Un programma installato senza il suo file app-defaults compariva con testo nero su sfondo nero o senza menu, e una copia con il nome di classe sbagliato veniva ignorata in silenzio. editres esisteva per scoprire quale valore avesse davvero vinto.