Andrew Auernheimer
Troll e hacker statunitense noto come «weev», condannato per aver prelevato 114.000 indirizzi email da un URL pubblico di AT&T e poi liberato quando la sentenza fu annullata.
Nel 2010 il gruppo Goatse Security notò che un endpoint web di AT&T restituiva l'indirizzo email del proprietario di un iPad se gli si forniva l'ICC-ID della SIM. Gli ID erano sequenziali, quindi bastò uno script che contasse all'insù. Nel bottino finirono politici e dirigenti dei media. L'elenco fu consegnato a Gawker, non ad AT&T.
Auernheimer fu condannato nel 2012 in base al Computer Fraud and Abuse Act a 41 mesi di carcere. Il caso divenne il simbolo di quanto fosse vaga la nozione di «accesso non autorizzato» quando la risorsa era un URL pubblico. La condanna fu annullata nel 2014, ma solo perché il processo si era tenuto nello stato sbagliato. In seguito divenne più noto per il neonazismo dichiarato, il che ha raffreddato l'interesse per lui come caso di studio.